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Il santuario della Madonna della neve

Il Santuario della Madonna della Neve

(da “ Il Bollettino delle mia Parrocchia” – n.° 5
anno XXIX - 5 Agosto 1998)

  

La Madonna della neveLa titolazione del Santuario della Madonna della Neve deriva probabilmente da una devozione di importazione, quella appunto nei confronti della Madonna apparsa nel sonno del calore estivo, il 5 agosto del 356, ad un nobile romano e ad un Papa contemporaneamente, indicando poi sulla sommità dell’Esquilino, miracolosamente tutto bianco di neve il mattino, il luogo dove sarebbe dovuta essere costruita la basilica a lei dedicata. Fu Santa Maria Maggiore.

Anche nella zona di Gambara, per la naturale circolazione delle idee portate da viandanti e soldati si diffuse la religione cristiana. Risale al V e VI secolo la fondazione delle prime chiese della bassa bresciana, i luoghi di preghiera e di incontro della comunità, eretti magari su resti di precedenti tempi pagani. Nonostante qualche incertezza si è propensi a credere che proprio nel VI secolo fu costruita la prima chiesa dedicata alla Madonna della Neve di Gambara, allora Chiesa di S. Maria ad Nives.

Nel secolo X, resasi autonoma dalla chiesa-madre del Corvione (chiamata "pieve delle undici basiliche" perché da essa dipendevano ben undici chiese o diaconie della zona, da Gambara e Fiesse a Remedello...), la chiesa della Madonna della Neve ospitava due sacerdoti e una pletora di chierici e canonici ( otto ) e ciò perché le sostanze della chiesa non permettevano il mantenimento di un numero maggiore di persone. Intorno al 1200 , con la bolla del Vescovo, si sanzionava addirittura la preminenza della Chiesa della Madonna della Neve di GAMBARA sulla Pieve del CORVIONE : è così costituita la prima parrocchia del paese.

Passa il tempo; i muri cadono e vengono rialzati. Nel 1504 il prevosto di GAMBARA ricostruisce dalle fondamenta quella che è l’attuale chiesa della Madonna della Neve al cui interno c’era già, opera di pittore anonimo, il quadro della maternità di Maria, ancora oggi particolarmente venerato . E’, quella dipinta, una Madonna che non tradisce mistici rapimenti o aerea soavità e bellezza: realistica nelle sue fattezze, la Vergine da l’impressione che in lei si sia voluto raffigurare una madre qualunque, dall’espressione semplice e buona. Alle spalle, il cielo tempestoso dal quale cade la neve. Il centro del paese però, va sviluppandosi altrove rispetto alla chiesa della Madonna della Neve. Affidata dapprima ad eremiti "de boni costumi", divenne anche tomba dei Conti Gambara e poi pure lazzaretto nei momenti terribili delle epidemie "morbo cholera" del 1836 e del 1855. A seguito della battaglia di Solferino e S. Martino accolse poco meno di una ventina di feriti , tutti francesi, prelevati con i carri dai gambaresi sui campi della storica battaglia .

Fu durante la seconda guerra mondiale che il culto per la Madonna della Neve conobbe momenti particolarmente intensi: una cassetta messa davanti alla Vergine per raccogliere fotografie dei soldati e preghiere a loro protezione, nello stesso giorno della sua posa fu subito strapiena, con concordo di foto provenienti anche da paesi vicini.

Ogni anno, il 5 agosto, alle celebrazioni religiose si aggiungono le incrostazioni sagraiole , molte delle quali particolarmente interessanti: il sacro che si combina senza scandalo al profano.

 



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